blog di Pizzo Calabro

Michele Zappino – Le sue recenti Mostre


LO SCULTORE MICHELE ZAPPINO

L’arte nelle sue recenti Mostre

 

di ANGELO BATTISTA SILVESTRI

 

 

DSC_0283R            Lo scultore Michele Zappino ha portato, recentemente, la sua Arte in due Mostre Personali. Quella del 5 ottobre scorso a Palazzolo sull’Oglio (BS), ospitata nel “Minotauro Fine Art Gallery”, di Antonio e Salvatore Falbo. Quella del 12 ottobre scorso, ospitata dall’Amministrazione Comunale di Cavernago (BG), Assessorato alla Cultura, nel Castello del ’400 (ora dei Gonzaga di Vescovato). I medesimi Antonio e Salvatore Falbo hanno organizzato le due Mostre e, assieme a Maria Elena Loda, hanno presentato nei vernissage l’autore Zappino come uno scultore di sicuro riferimento nel panorama dell’Arte italiana.

Un gradito intervento è stata la telefonata di Vittorio Sgarbi, che ha rivolto parole di compiacimento per lo scultore Zappino, già conosciuto alcuni anni fa e di cui ha apprezzato le opere. Per l’occasione ha sintetizzato come le sculture dell’autore risentono di un classicismo non perduto, seppure contengono peculiarità dell’arte moderna.

Caratteristiche dei due eventi sono state la nutrita quantità di opere di alto interesse presentate e la performance che ha visto lo scultore realizzare con l’argilla, in diretta e in poco tempo, i volti di due modelli. I numerosi visitatori presenti hanno apprezzato con un applauso ciò che è scaturito dalle mani dell’autore.

Nella prima Mostra, Zappino ha presentato opere in bronzo, non a grandezza naturale, che raccontano la consapevolezza e l’eleganza delle forme espresse.

Nella seconda Mostra, Zappino ha steso nel cortile del castello le sue opere in bronzo, marmo e legno, molte di grandi volumi, dando voce al loro grido di verità.

               Una sintesi delle opere visibili nelle due Mostre:

              Un gruppo di ballerine presentano eleganti figure femminili fluttuanti nella danza. Sono sculture non di grandi dimensioni che esprimono la gioiosità delle reali giovani impegnate in tale attività. Vi è un altro gruppo di opere, a grandezza naturale, che rappresenta la donna nella sua briosa femminilità, conscia del suo ruolo onirico di Eva – portatrice di vita – la cui materia statuaria pare animarsi in volti abituali. Il caleidoscopio di queste opere è una panoramica che l’autore propone come fonte d’amore, reso evidente nella delicatezza delle forme bronzee.

             Un’altra produzione pone l’attenzione verso le figure di animali. Il cavallo, nell’atto del suo slancio, sorretto dai possenti muscoli delle sue zampe, dà l’immagine di naturale fierezza che l’uomo ha sempre ammirato. Gli esemplari qui rappresentati in modo realistico, fanno emergere l’eleganza della loro figura, il loro vigore, l’energia, la criniera folta e la coda che sembra guizzare allo sguardo dell’osservatore. Un cavallo di questa serie è stato presentato in un padiglione dell’Expo di Milano del 2015, accolto con unanimi consensi. Altro esempio, il toro nell’atto di schivare furiosamente le insidie del torero, presenta un’espressione così audacemente intensa che istintivamente chi lo guarda è tentato di allontanarsi per il timore di essere implicato nell’azione. Ancora, una testa di cane, da cui traspare una delicata e accattivante immagine di essere fedele all’uomo in ogni circostanza.

            Altra figura umana, la donna in età avanzata. Seduta e stanca per il peso del suo vissuto di madre e di lavoratrice, ella ci racconta la propria vita attraverso l’espressione pacata ma severa di donna d’altri tempi, di altre abitudini. La rappresentazione, qui, non lascia nulla all’immaginazione poiché la condizione del soggetto e già evidente nella concretezza della stesura dello scultore, che forse remember figure ancestrali.

         Una rappresentazione di figura aurea, rifacendosi al periodo classico greco, lo scultore la pone con l’aitante guerriero di grandezza oltre il naturale. Qui l’autore vuol fare emergere l’armonia delle proporzioni, la bellezza ideale intesa nel mondo classico di Policleto, Prassitele, Lisippo, ecc., ma anche il ruolo degli uomini del passato impegnati costantemente in guerre tra popoli, dove il valore eroico di alcuni faceva la differenza per l’esito del conflitto. Viene spontaneo, qui, rammentare i Bronzi di Riace, resti greci rinvenuti nei nostri fondali marini circa cinquant’anni orsono.

        Altre sculture, in legno, rappresentano figure femminili, a grandezza naturale, sdraiate a terra in atteggiamenti oziosi e vagheggianti e in pose consone agli anni ’50 del secolo scorso. Qui lo stile è a scalpello evidente, che conferisce un non finito secondo crismi impressionistici.

       Ancora, il busto del frate dai lineamenti penetranti e dalla forza riflessiva ed evocatrice, evidenzia il grado di maturità scultorea del nostro autore. Poi, il grande Cristo in bronzo nell’atto della crocifissione è una preannunciata affermazione di uno dei dogmi del cristianesimo: la resurrezione.

Quale momento di ascesi spirituale, possiamo considerare quest’ultima opera la conclusione della  visita alle Mostre d’Arte di Michele Zappino.

           I lavori di Michele Zappino, in generale, hanno una forza connotata nell’impronta del modernismo che non esclude Rodin. Tuttavia il loro realismo classicista è una esigenza inestinguibile.

 

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