blog di Pizzo Calabro

Angelo ‘U GATTU

IL BAR DI ANGELO ‘U GATTU

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di Angelo Battista Silvestri

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Si dice Bar d’ ‘U Gattu, indicando il Bar con il nomignolo che il titolare Angelo considerava con orgoglio un marchio di fabbrica. In effetti il Bar Belvedere ha sempre goduto di tale appellativo; con esso si caratterizzava tra gli altri ottimi Bar presenti da tempo nell’amena Piazza della Repubblica di Pizzo.
Si ricorda che Angelo ha rappresentato la terza generazione nell’attività della famiglia Belvedere. Suo nonno aveva aperto il primo Bar all’inizio del ‘900 e nella stessa ubicazione di oggi, fornendo alla clientela i prodotti artigianali di caffetteria e gelateria dell’epoca. In seguito il Nostro, dopo il padre don Micuccio, ha sviluppato altri prodotti artigianali più attuali, sino ai gusti dei tempi più moderni.
Ma, ad onor del vero, Angelo è stato il più significativo detentore del Bar Belvedere, con la sua gestione aperta e rivolta con maggiore sorriso accattivante verso la clientela cittadina ed esterna.
Sino all’ultimo Angelo Belvedere è stato presente nell’attività di fine gelatiere, dove da molti anni oramai i suoi figli sono inseriti in modo professionale. Toccherà sicuramente a loro portare avanti l’eredita del Bar del Gatto, con la stessa maestria dimostrata dal padre Angelo ed attingendo forse da lui quei modi di fare ironici, sorridenti e caparbiamente tra il burlesco ed il burlesque, forse anche simpaticamente insolenti, che lo facevano sembrare un personaggio che incuriosiva.
Abbiamo preso in rete la foto che mostriamo, ringraziando l’autore, (altre non ne avevamo) e guardandola ci corre la mente al modo di essere di Angelo.

Qui lo vediamo in un misto di elementi variegati, pur nella sua normale quotidianità: il pallone che non certo rappresentava i suoi ideali ma che tiene in mano a mo’ di trofeo; la tenuta con giacca, sciarpa fuoriuscita e berretto – per ripararsi – che può ricordare un portamento d’altri tempi (in questo era maestro suo padre), non più adottato. Oggi si è maggiormente propensi ad usi sbrigativi e pratici, come i suoi pantaloni che indossa nella foto.
Per dare una maggiore consapevolezza della sua ecletticità, si possono ricordare due episodi.

Il primo: Anni addietro si era impegnato – seppur non proveniva da esperienze simili – per opere benefiche nella chiesa matrice della città. I più hanno interpretato il suo gesto come una riflessione esistenziale che lo portava a dare un contributo anche materiale alle iniziative pastorali di quella stessa chiesa… Ma quando Angelo si è accorto che in quella comunità vi erano esigenze di immagine e non solo religiose, ha tagliato corto e vi si è allontanato (riferito dallo stesso interessato).

Il secondo: Quando Angelo era giovane – aveva circa vent’anni – un giorno era andato nell’osteria vicino all’Ufficio Postale per comprare del vino e vedendo un uomo anziano, che conosceva perchè abitava sopra di lui, da dietro le spalle lo apostrofò con un sonoro epiteto “ ‘mbiastru!” e subito si allontanò. Il signore anziano si è risentito poichè aveva il nomignolo proprio di “ ‘mbiastru” e per reagire allo scherzo offensivo si girò e dette uno schiaffo ad un altro ragazzo che era li vicino, inconsapevole e impietrito. L’errore del signore anziano avvenne perchè portava occhiali da miope molto spessi, impedendogli di distinguere bene. Sta di fatto che il ragazzo ignaro si beccò un bel ceffone da lasciare le impronte, senza reagire per timidezza data la sua giovane età, mentre Angelo se ne andò sghignazzando. Il tutto sotto lo sguardo dell’oste che stupefatto commentava l’accaduto.
Due anime dell’amico imprevedibile Angelo, conosciuto da quando eravamo giovani vicini di casa. Tra la generosità e l’istinto a reagire con la burla per difendersi. Ciao, Angelo.

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